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- 4^ Domenica Quaresima 2010
- Parabola del padre
misericordioso e prodigo
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Questa parabola, chiamata una volta “del figliol prodigo”, la conosciamo fin da bambini e l’abbiamo ascoltata una infinità di volte con commenti, riflessioni, spiegazioni, prediche di ogni tipo.
Il Vangelo di oggi è straordinario e molto conosciuto e credo che ci faccia del bene perché ci aiuti in questo percorso del deserto ci aiuta a riconoscere il vero volto di Dio Padre.
…
Lo “scriba mansuetudinis Cristi”, come lo chiama il grande poeta italiano Dante Alighieri, ha in questa pagina, in quella della pecora perduta e della moneta smarrita, una sintesi di quella che per Luca è stata l’esperienza di fede. Ricordiamo che Luca ci assomiglia perché come noi non ha mai conosciuto Gesù in vita sua di persona e a sua volta è stato evangelizzato da qualcuno come San Paolo che non ha mai visto Gesù in vita sua. …
… Guardate questo padre, bellissimo, straordinario che va incontro al figlio maggiore che non capisce e che si umilia ancora una volta. Un altro padre avrebbe dato due schiaffi: entra dentro e poi ne riparliamo.
…
Invece no. Spiega le sue ragioni. Dio spiega perché è così misericordioso, perché tiene tanto a noi a volte da dimenticare la sua dignità.
Che grande allora questo padre ed è bellissimo perché la parabola rimane aperta: non dice se il figlio minore alla fine capisce chi fosse realmente il padre; non dice se il figlio maggiore alla fine riconciliandosi col fratello, con se stesso e col padre fa festa.
Perché la vita è così: siamo drammaticamente liberi di non capire, di tenerci il nostro Dio piccino, quello che ci impedisce di vivere o quello di cui siamo schiavi senza accogliere lo straordinario Padre di Gesù Cristo.
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